Associazione
Amici del Liceo Chiabrera
Associazione Amici del Liceo Chiabrera
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Lauro De Bosis

De Bosis Lauro 1Lauro De Bosis (1901-1931), dopo gli studi classici e una laurea in chimica, fu scrittore, poeta e studioso.

Figlio dell’industriale ed editore, Adolfo De Bosis, fondatore della rivista «Il Convito» su cui pubblicarono Carducci e Pascoli. Quest’ultimo compose per il periodico una serie di poemetti a sfondo classico, poi raccolti neI Poemi Conviviali.

Lauro De Bosis fu docente di Letteratura Italiana all’Harvard University di Cambridge nel Massachusetts.

Nel 1928 divenne segretario dell’Italy America Association.

Fu traduttore dal greco antico (Edipo re, nel 1923, Antigone di Sofocle, nel 1928, e Prometeo Incatenato di Eschilo, nel 1929).

Di sentimenti liberal-monarchici e antifascista, nel 1930 fondò l’Alleanza nazionale per la Libertà.

Nell’ottobre 1931, dopo un primo fallito tentativo, compì la celebre impresa del volo su Roma, durante la quale gettò sulla capitale 400.000 volantini antifascisti. Perse la vita al termine dell’impresa inabissandosi nel Tirreno dopo aver terminato il carburante. Il gesto, quasi preannunciato dal suo poema Icaro, composto nel 1927 e ispirato dalla recente trasvolata oceanica di Lindbergh, in cui il protagonista è un poeta che, in un gesto eroico, sacrifica la sua vita per la libertà, ebbe un’enorme risonanza sulla stampa straniera, ma venne nascosto dai quotidiani di regime.

La sua figura è stata ricordata nelle opere teatrali Il poeta volante di Angelo Ruta (2008), nel film documentario di Ermanno Olmi e Corrado Stajano Le radici della libertà (1972) e nello scenario di Vico Faggi La morte di Lauro De Bosis (1971).

Lo scorso anno Rai Storia ha trasmesso il docu-film di Piergiorgio Curzi e Maurizio Carta: "Lauro De Bosis. Storia del volo antifascista su Roma".

ciao Lucio

Luciano "Lucio" Colantuoni ci ha lasciato.

Un Amico degli "Amici del Chiabrera", una persona discreta, cordiale, disponibile. Per anni Vice Presidente. 

Silvano Godani che di Lucio fu prof. ma grande amico negli anni successivi ha ritrovato una fotografia che ci mostra un Lucio, giovane e atletico.

Purtroppo il prof. Godani non è riuscito a identificare gli altri giocatori. Se qualcuno che naviga nel sito ha qualche suggerimento ci contatti.

 squadra calcio Colantuoni

Lucio è il terzo da sinistra (o da destra) tra quelli inginocchiati

EVENTO N. 3: Il Silenzio della Luna

 

Corsinovi

 

VENERDÌ 6 GIUGNO 2014

(aula di Scienze Naturali del Liceo Chiabrera)

presentazione di

Silvano Godani (già Docente del Liceo e Past President Amici del Liceo Chiabrera) 

 

Graziella Corsinovi, ex allieva del nostro Liceo e docente all'Università di Genova, da molti anni si dedica alla riscoperta di Giacomo Leopardi.
In questo evento Graziella Corsinovi ci ha presentato un Leopardi inedito ai più, sconosciuto quanto moderno, cultore del pensiero scientifico quanto di quello teologico.
Il libro scritto a quattro mani da persone di interessi cuturali differenti ma tutti concordi nell'affermare che il Leopardi noto ai più in realtà non è il "vero Leopardi". In questo libro si evince un giovane con una personalità aperta alle novità scientifiche e alle tecnologie emergenti nel suo tempo.
Un Leopardi per nulla triste, pessimista o deluso della vita.
Un Leopardi assolutamente "cittadino del mondo" e non chiuso nella sua Recanati dietro alla famosa siepe: anzi quella siepe è un palcoscenico di vita e vitalità: caratteristiche inedite che emergono ad una attenta lettura dello Zibaldone e che Corsinovi ci presenta con appassionata lucidità invitandoci, con la lettura del libro, alla "rilettura" del grande Giacomo Leopardi.
Un giovane Leopardi aperto alle innovazioni tecnologiche che si affacciano ai primi dell'ottocento e lo attraggono con zattenta curiosità e rigore scientifico.
Un Leopardi per nulla triste, per nulla pessimista, per nulla schivo o lontano dal mondo ma attratto e affascinato dalle sue novità.
Il poeta non è sconvolto, anzi, è incuriosito come un fanciullo di fronte ai rinnovamenti del suo tempo.
Graziella Corsinovi ci permette di ritrovare e scoprire alcuni aspetti che non si erano intravisti nel Giacomo Leopardi che ci è sempre stato presentato sui banchi di scuola.
Un Leopardi inedito e nuovo che merita di essere approfondito leggendo con attenzione le pagine di questo libro.

 

 

 

 

EVENTO N. 1: Matematica: un'oasi felice

tre volumi spotorno

 

 

VENERDÌ 14 MARZO 2014

(aula di Fisica del Liceo Chiabrera)

 

 

 

Edito con il contributo della Fondazione de Mari

 

MATEMATICA: UN'OASI FELICE

presentazione di

Guglielmo Marchisio (già Preside del Liceo) 

 

Un libro di matematica concepito e messo a stampa dal Liceo Classico?
Può sembrare una provocazione o un errore di indirizzo. Invece è possibile, anzi è vero!


Bruno Spotorno lo ha fatto e gliene siamo grati.
Gli siamo grati perché ci ha riportato indietro nel tempo, agli anni della nostra gioventù.
Gli siamo grati perché ci ha insegnato e ci insegna che la matematica è viva, dinamica, possibile per tutti.
Gli siamo grati perché ci ricorda che la volontà di approfondire non conosce età o limiti biologici.
Gli siamo grati perché ci ha permesso di essere ancora qui, nell'aula di fisica, in mezzo a tanti marchingegni forse desueti ma che ci ricordano momenti e sensazioni ormai datate che riaffiorano dagli angoli più reconditi della nostra memoria.

L'emozione dei ricordi svanisce di fronte alla logica e alla dialettica sicura e convincente di Bruno Spotorno.


Leggere questo libro non sarà facile per tutti.


Entrare in sintonia con l'Autore e le sue affermazioni, i suoi commenti e le sue personali valutazioni questo sarà più facile e certamente sarà di grande aiuto per ciascuno di noi, soprattutto per quanti lo hanno conosciuto come insegnate e come uomo.


Gli "Amici del Liceo Chiabrera" ringraziano Bruno Spotorno, il prof, perché anche da questa "lezione" hanno imparato molto, non solo in tema di radici quadre, fratto o pi greco ma soprattutto hanno imparato che il rigore scientifico si coniuga sempre e molto bene con la capacità di pensare, con il desiderio di allargare il proprio orizzonte culturale, con la voglia costante di "essere" nonostante gli anni e gli avvenimenti della vita pesino e non poco.


Ai giovani, che oggi siedono su questi banchi, che un tempo furono anche i nostri, possiamo solo dire di "guardare avanti" con fiducia e tenacia, proprio come fece Enea giungendo sulle rive di Lavinia dopo una tempesta, quando disse ai suoi amici stremati e delusi: "forsan et haec olim meminisse iuvabit".

EVENTO N. 2: Gli Autori dei Promessi Sposi

 

 

Amoretti libro PS

 

GIOVANNI AMORETTI

VENERDÌ 11 APRILE 2014

Edito con il contributo della Fondazione de Mari

e

a cura del Centro Nazionale di Studi Manzoniani

 

GLI AUTORI DEI PROMESSI SPOSI

presentazione di

Franca Ferrando (già Preside del Liceo) e Gianmarco Gaspari (Presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani)

 

 

Nell'aula magna del "Liceo Martini" oltre cento persone tra docenti, ex allievi, studenti e cultori di letteratura italiana hanno avuto modo di scoprire un Manzoni inedito, originale e per alcuni versi moderno e attuale.
Nella prima riga dell'Introduzione del libro "Gli Autori dei Promessi Sposi", Amoretti afferma: "La composizione dei Promessi Sposi risponde ad un progetto letterario collegiale".
Una frase a dir poco dirompente per chiunque abbia studiato sui banchi del liceo il "romanzo".
Un mito che cade, una certezza che viene meno dopo molti anni. Non per Amoretti, che scandagliando nelle polverose carte, riscontra che quanto affermato è "solidamente testimoniato dal carteggio manzoniano, dalle postille del Fauriel e del Visconti al primitivo Fermo e Lucia fino alle varie stesure finali...".
Ma l'analisi dei carteggi eseguita con meticolosa cura dall'Autore non diventa meno tranciante e dirompente per la nostra memoria scolastica: "Alla luce di questa documentazione il confronto tra le diverse stesure del romanzo evidenzia quanto il Manzoni debba ai propri collaboratori..."
Amoretti, quasi a scusarsi dello scompiglio che ci ha prodotto nei nostri ricordi giovanili, non dimenticando di essere stato un professore, ci offre una nuova chiave di lettura del testo: "il rapporto tra Manzoni e gli amici prefigura il rapporto tra l'autore e il pubblico...".
Anche la rivisitazione della famosa "sciacquatura in Arno" per cui la "questione della lingua" diventa importante è perché il lessico usato non è riservato ad un pubblico dotto e colto ma è un lessico aperto a chiunque voglia godere di una narrazione sincera e veritiera, al passo con i tempi. Così il Manzoni esalta il lavoro di Emilia Luti, "la tata" fiorentina dei nipoti, "che ebbe la santa pazienza di rivedere con me il lavoro da cima a fondo, a passo a passo". Così Manzoni svela il segreto della ripulitura lessicale del suo romanzo: il consulente privilegiato non è un membro di chissà quale accademia linguistica... ma una balia.
Un'opera in cui gli interpreti principali sono gente semplice che esaltano la propria umiltà fino a farla diventare un messaggio che va ben oltre il tempo e la storia.
Un Manzoni nuovo? No, un Manzoni moderno allora e attuale oggi, quasi "in rete", che Amoretti approva quando scrive "mette in discussione la propria opera con generosità e ardimento intellettuale...".
Per troppo tempo la critica ha sottovalutato o addirittura taciuto il problema delle "correzioni" che invece il Manzoni definì come una "invenzione concertante".
Insomma questo libro è uno strumento nuovo per rileggere il grande romanzo che forse, giovani allievi, abbiamo sottovalutato, a volte ci ha annoiato, spesso ci è sembrato "fuori dal nostro mondo" e invece, riletto e rivisto con la guida di Giovanni Amoretti "ci fornisce strumenti nuovi e imprescindibili per la rilettura dell'opera [...] e svela prospettive critiche inesplorate e suggestive".
Il sapiente lavoro di Giovanni Amoretti, per decenni docente di Italiano e Latino nel nostro Liceo, ha fatto emergere un Manzoni che non ci aspettavamo, attento al particolare di ogni personaggio del suo romanzo con l'intento, riuscito, di renderlo vivo, attuale e in sintonia con il periodo di ambientazione ma ancor più con gli stimoli letterari del tempo di Manzoni.
Ogni personaggio viene elaborato dal Manzoni e poi messo in discussione con critici autorevoli, amici letterati a volte molto arguti e pungenti che lo invitano sia a mitigare sia a calcare maggiormente le varie caratteristiche umane e morali dei personaggi in discussione.  il Capitolo dedicato ad Amalia Luti è forse la parte più intrigante del libro di Amoretti: una ragazza poco più che ventenne, sufficentemente colta (sapeva leggere e scrivere) espressione di quella cultura popolare che il Manzoni ricercava per rendere vivi e attuali i suoi personaggi. Emilia Luti dialoga con il grande scrittore attraverso un epistolario nel quale risponde alle richieste dall'autore quasi sempre con una terna di possibili risposte, del tipo "noi a Firenze avremmo detto..." e quasi sempre una delle tre risposte proposte la troviamo nella stesura finale del Romanzo.
Una grande fatica quella di Amoretti premiata dalla presenza e dall'intervento del Direttore del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, prof. Gianmarco Gaspari, il quale ha sottolineato l'importanza dell'opera proprio per la sua originalità e per la meticolosità con cui ogni dettaglio è stato recuperato con un attento esame di carte e lettere presenti nel Centro milanese e accutratamente studiate da Giovanni Amoretti.